Alle trecce e le mollette nei capelli per il primo giorno di scuola;
Alle scarpette lucide per il pranzo della domenica;
Alle lacrime per la caduta dall’altalena e al sorriso strappato dal biscotto in seguito;
Al vestito scomodo e le calze che pizzicano;
Al saggio di danza e al torneo di basket;
Alla merenda con le amiche;
Ai litigi con i fratelli;
Alla lucina accesa per addormentarsi;
Alle canzoncine in macchina;
Al lavoretto per la festa del papà e la poesia imparata a memoria per quella della mamma;
Alla nemica-amica delle medie;
Alla prima cotta;
Al primo giorno da “signorina”;
Al brufolo sulla fronte, l’apparecchio per i denti e l’inevitabile foto di classe;
Al bigliettino di San Valentino e le dediche sul diario;
Alla prima gita senza adulti;
Alle bullette, le prese in giro, le lacrime e la rabbia;
All’ amico-maschio;
Alla prima estate con gli amici;
Al primo bacio;
Al primo giorno di liceo;
Alla prima insufficienza;
Alla compagna di banco e i bigliettini;
Al primo ragazzo;
Al motorino e alla verifica di latino “balzata”;
Alle gelosie;
Al primo “non accadrà mai”;
Alla migliore amica;
Al cambio di look che mamma ha detestato e l’orecchino che ci ha fatto togliere;
Al libro che ci ha fatto piangere e l’attore che ci ha fatte innamorare;
Alla prima volta;
Alle urla di odio contro i genitori e le lacrime di vergogna sul cuscino;
Al giorno del diploma;
Alle scelte della vita, quelle giuste e quelle sbagliate;
Al cuore a pezzi;
Alle amicizie di una vita e a quelle perse lungo il percorso;
Alla dieta ferrea e alle patatine fritte due ore dopo;
Al primo appartamento, alle coinquiline e alla lavatrice;
All’università, i suoi esami e le nottate di studio dell’ultimo momento;
A quella serata in discoteca, al cocktail di troppo e alla dignità bruciata;
Al grande amore incontrato, a quello perduto e a quello che si fa ancora attendere;
All’ abbraccio di papà e il profumo della mamma;
All’uomo sbagliato;
Ai lividi, sulla pelle o sul cuore;
Ai ricordi, le foto e la nostalgia;
Al primo colloquio e al capo che non ci sopporta;
Alla paura, quella profonda che non lascia via di scampo;
Al lavorare come uomini, ma che uomini non siamo mai;
Alle giornata da 72 ore;
Ai “non ci riesco” e “lascio tutto”;
Alle amiche;
Alle soddisfazioni;
Alle discese, le cadute e le risalite;
Alle promesse e alle scommesse;
A noi.
A noi bambine, ragazze, donne, mamme, figlie, sorelle, amiche e non.
A noi che lottiamo,
Un giorno, ogni giorno, da piccole e da più grandi.
A noi che a marzo vogliamo essere ricordate, amate, ma sopratutto ascoltate e considerate.
A marzo come tutto l’anno.
Noi lo meritiamo tutto l’anno.
Meritata festa della donna a tutte,
che vogliate o meno la mimosa.

Semplicemente, uao.
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Grazie Nora, grazie davvero.
S.
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