Inquieto autunno.

Ufficialmente conclusa la stagione dei matrimoni 2020/21 (a noi piace misurarli così: in anni accademici), mi sono concessa del riposo concreto, staccando il telefono per un’intera giornata, godendo della potente trasformazione della stagione estiva nell’inquieto autunno.

Che settembre, con le sue piogge indolenti e i suoi venti appiccicaticci, spazzi via la stagione del sole e delle risate, inzuppando il fondo dei nostri pantaloni e i ricordi delle vacanze (degli altri), è cosa nota a molti.

Per questi “molti”, però, indica ripresa, un nuovo inizio, e per quanto di prospettiva e leggerezza io cerchi sempre di cibarmene il più possibile, a me settembre mette addosso una profonda tristezza.

Ogni volta, a questo punto dell’anno, rivivo la sensazione di salutare il più caro degli amici in aeroporto, prima che prenda il volo verso incredibili nuove possibilità, di cui è indubbiamente meritevole e che lo renderanno incredibilmente felice, ma che, in quel momento, realizzando di essere anche una persona egoista, speri non vadano in porto, per continuare a godere della sua compagnia ancora per un po’.

Io nei confronti di Mirko e Valentino funziono esattamente allo stesso modo: meritevoli delle opportunità che settembre tiene in serbo per loro, spero sempre che il tempo trascorso insieme gli lasci addosso un segno tanto indelebile, che la mancanza della nostra convivenza (perché di questo si tratta, con i relativi alti e bassi), non gli permetta di pensare ad altro che ai mesi passati spalla a spalla, a scambiarci occhiate (e occhiaie), sfiniti ed entusiasti per quella meravigliosa cosa chiamata Those2 and I

Che poi, come ogni anno, la primavera successiva arriva presto, e ricomincerò a lamentarmi della loro rumorosa, ingombrante e sempre adorabile presenza.

FMS

Filastrocca.

Vengo da una famiglia che ama il Natale e che, ancor più, ama il fatto che il Natale sia la festa della famiglia.

Vengo da una famiglia di spensierata cultura e composto divertimento; una famiglia che canta, che ride, che sbaglia e non si vergogna, che conosce tanto, ma non sa smettere di imparare; una famiglia ostinata, ma che riconosce il rispetto, a tratti sfrontata ma sempre grata; una famiglia di radici antiche e robuste, e di foglie libere e indisciplinate; una famiglia fatta di tenace leggerezza e simpatica impertinenza.

Non una famiglia-barzelletta: più una famiglia-filastrocca.

Negli anni, quelle filastrocche, fatte di risate e battute leggere come fogli di carta, sono diventate castelli in cui le nostre feste si trasformano in cerimonie e le tradizioni in piccoli rituali.

Negli anni, ognuno ha imparato a conoscere il proprio posto a tavola e a lasciarlo l’anno successivo all’arrivo di un nuovo membro; ognuno ha imparato ad abbracciare il proprio ruolo per poi trasmetterlo ai più giovani partecipanti.

Spontanei atteggiamenti sottili come fogli che hanno fatto di un castello di carta l’immenso edificio su cui si erge tutto il nostro Amore.

Anche se separati, il castello siamo noi: forti, inespugnabili, indistruttibili.

Buon Natale alla mia famiglia e a tutte quelle che questo Natale lo festeggiano separate, spaiate, e forse un po’ casualmente assortite, ma, forti di ciò che Famiglia davvero significa, sanno continuare a festeggiare.

FMS