Una donnaccia a Sanremo.

Per quanto l’abbia trovata deliziosa, non credo che il Web senta l’esigenza anche della mia versione di “Brividi”.

Ciò premesso, una nota a margine a questo Festival la vorrei lasciare anche io.

Se davanti alle telecamere alcune figure hanno occupato minuti e minuti del nostro tempo senza dire assolutamente niente, pur parlando tantissimo, una in particolare mi ha lasciata d’incanto.

Drusilla Foer ha padroneggiato la scena con ironia e forza, senza cadere rovinosamente fra banalità e squallore, come, invece, spesso accade in questi contesti; e, sopra e sotto il palco, mi ha regalato diversi spunti di riflessione.

No, non ho alcuna voglia di approfondire nemmeno uno dei temi di levatura che ha toccato, ma il suo temperamento intelligente mi ha colpita.

Tralasciando il soddisfacente — almeno per quanto mi riguarda — scambio di battute con la Zanicchi, mi piace che una “non-donnina”, abbia dettato i canoni di eleganza in un luogo che di donne ben vestite ne ha viste sfilare — non certo co-condurre — tantissime, per più di mezzo secolo.

Non a caso, l’eleganza è “un falso mito”, in quanto naturalezza nell’essere a proprio agio con ciò che si dice, si pensa e che si è.

“Non c’è nessun abito che possa rendere una donna elegante.
Ben vestita forse, ma certamente non elegante”.

W le donnacce.

FMS

A Daniela

Come una voce morbida che mi culla,
ma che non riconosco;
una canzone dalla melodia familiare di cui, però,
non ricordo le parole.

Nella mia mente consapevole, realizzo la fugacità del tempo, ma fissa in me resta l’eternità di questo momento:
nei miei occhi la donna che sei, nel mio cuore la bambina che per me sempre resterai.

Per sempre nostre.

Tua sorella

Il lato divertente della vita.

Mi hai insegnato che lealtà e gentilezza devono essere un biglietto da visita;
che di coraggio, fede e compassione non se ne ha mai abbastanza;
che la paura esiste, ma deve essere sconfitta;
che l’amore ci tiene in piedi, ci fa respirare, ci scorre dentro;
che stare al mondo è difficile, e che per una persona intelligente e sensibile lo è ancora di più, ma vincere a un gioco che ti vedeva sconfitta in partenza, è il lato più divertente della vita.

“Tu sei la sola al mondo
che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre,
prima d’ogni altro amore”.

FMS

“…” P. Pasolini

Certezze.

Gli anni passano, è inevitabile, ma il lato positivo della saggezza è che uno, a una certa, spera anche di esserselo conquistato qualche caposaldo cui affidarsi ciecamente nei momenti di difficoltà.


È vero che le certezze che disperatamente si cercano nella vita sono spesso a spese della verità, ma dai, almeno qualche sicurezza sul proprio Io!

E invece no, schietta la verità cala la sua scure e la consapevolezza si fa largo tra le effimere conclusioni conquistate negli anni: un gelido risveglio dal torpore della propria ingenuità.


Così ogni giorno si fa palco di nuove consapevolezze, alle volte corroboranti, ma più spesso disarmanti e difficili da accettare.

Gentile pubblico, mi piace il K-Pop.