
Ufficialmente conclusa la stagione dei matrimoni 2020/21 (a noi piace misurarli così: in anni accademici), mi sono concessa del riposo concreto, staccando il telefono per un’intera giornata, godendo della potente trasformazione della stagione estiva nell’inquieto autunno.
Che settembre, con le sue piogge indolenti e i suoi venti appiccicaticci, spazzi via la stagione del sole e delle risate, inzuppando il fondo dei nostri pantaloni e i ricordi delle vacanze (degli altri), è cosa nota a molti.
Per questi “molti”, però, indica ripresa, un nuovo inizio, e per quanto di prospettiva e leggerezza io cerchi sempre di cibarmene il più possibile, a me settembre mette addosso una profonda tristezza.
Ogni volta, a questo punto dell’anno, rivivo la sensazione di salutare il più caro degli amici in aeroporto, prima che prenda il volo verso incredibili nuove possibilità, di cui è indubbiamente meritevole e che lo renderanno incredibilmente felice, ma che, in quel momento, realizzando di essere anche una persona egoista, speri non vadano in porto, per continuare a godere della sua compagnia ancora per un po’.
Io nei confronti di Mirko e Valentino funziono esattamente allo stesso modo: meritevoli delle opportunità che settembre tiene in serbo per loro, spero sempre che il tempo trascorso insieme gli lasci addosso un segno tanto indelebile, che la mancanza della nostra convivenza (perché di questo si tratta, con i relativi alti e bassi), non gli permetta di pensare ad altro che ai mesi passati spalla a spalla, a scambiarci occhiate (e occhiaie), sfiniti ed entusiasti per quella meravigliosa cosa chiamata Those2 and I
Che poi, come ogni anno, la primavera successiva arriva presto, e ricomincerò a lamentarmi della loro rumorosa, ingombrante e sempre adorabile presenza.
FMS