Per quanto l’abbia trovata deliziosa, non credo che il Web senta l’esigenza anche della mia versione di “Brividi”.
Ciò premesso, una nota a margine a questo Festival la vorrei lasciare anche io.
Se davanti alle telecamere alcune figure hanno occupato minuti e minuti del nostro tempo senza dire assolutamente niente, pur parlando tantissimo, una in particolare mi ha lasciata d’incanto.
Drusilla Foer ha padroneggiato la scena con ironia e forza, senza cadere rovinosamente fra banalità e squallore, come, invece, spesso accade in questi contesti; e, sopra e sotto il palco, mi ha regalato diversi spunti di riflessione.
No, non ho alcuna voglia di approfondire nemmeno uno dei temi di levatura che ha toccato, ma il suo temperamento intelligente mi ha colpita.
Tralasciando il soddisfacente — almeno per quanto mi riguarda — scambio di battute con la Zanicchi, mi piace che una “non-donnina”, abbia dettato i canoni di eleganza in un luogo che di donne ben vestite ne ha viste sfilare — non certo co-condurre — tantissime, per più di mezzo secolo.
Non a caso, l’eleganza è “un falso mito”, in quanto naturalezza nell’essere a proprio agio con ciò che si dice, si pensa e che si è.
“Non c’è nessun abito che possa rendere una donna elegante.
Ben vestita forse, ma certamente non elegante”.
W le donnacce.
FMS
