Avete mai avuto un ammiratore?
Non vi sto parlando di mazzi di rose rosse recapitati in momenti tattici e luoghi studiati.
Parlo della persona che urla il vostro nome (seguito da una serie di complimenti fuori luogo) dagli spalti quando stai per metterti in ridicolo di fronte a tutta la scuola, che ti fa spazio nel suo letto quando i brutti sogni non ti lasciano in pace la notte, che lascia le proprie amiche per venire a mangiare con te alla mensa, perché hai litigato con la tua compagna di stanza e siete bloccate in un paesino sperduto dell’Inghilterra per almeno un altro paio di settimane.
Quando avevo poco meno di 3 anni, i miei genitori hanno avuto la brillante idea di “liberarmi dal peso” di essere la perfetta principessa e perfetta figlia unica che qualunque essere umano avesse mai potuto desiderare, per appiopparmi un soldo di cacio che nel corso degli anni si sarebbe dimostrato la principale causa delle mie lacrime versate.
Nessuno può immaginare quante botte si possano dare due bambine, a meno che non abbia visto litigare me e mia sorella: tante, ma così tante che mamma, ormai esasperata e perse le speranze, era solita dire: “intervengo solo quando inizio a vedere il sangue”.
Il giorno e la notte, il bianco e il nero, il cane e il gatto.
Si, se vogliamo star lì a vederla tutta, sono “facce di una stessa medaglia”, ma senza andare troppo per il sottile, qui il concetto era tutt’altro: non ci sopportavamo.
Io la volevo fuori dalle scatole, e lei, probabilmente, mi voleva morta.
Succede però, durante l’infanzia, di trovarsi in balia di tate, parenti, amici di famiglia e amici di amici di famiglia, perché i propri genitori fanno i lavori più fighi del mondo e che, purtroppo, se non hanno la possibilità di portarsi appresso la prole, li constringono ad andare a zonzo per il sopracitato.
Benché, tutte queste persone fossero, e sono tutt’ora, davvero speciali, nessuno è come mamma e papà.
Succede inoltre, nel corso della vita, di incontrare personaggi peggiori di quella che divide la camera con te, ti tira i capelli e non sorride mai (giuro, MAI). E allora scatta in te quel senso di gelosia, possesso, con quel pizzico di sano autolesionismo (sicuramente dettato dall’ambiente sereno che è la scuola dalle suore), che ti fa dire “IO posso trattarla male, TU NO! BULLETTO DEI MIEI STIVALI!” (la mia versione fanciullesca era molto più fine dell’attuale) e che ti fa, conseguentemente, finire dalla direttrice con una serie di lividi ed escoriazioni sparsi per il corpo.
Da lì, non è ancora ben chiaro cosa sia successo, probabilmente mamma ci ha rinchiuse da qualche parte e rifilato un qualche tipo di tranquillante per cavalli da lei creato in laboratorio, ci siamo amate.
Un amore profondo, viscerale, quasi morboso.
Un amore che mi rende più gelosa di lei che di qualsiasi altro uomo abbia mai incontrato nella mia vita, che mi ha fatto minacciare ragazzini di 1 metro e 90 (vs i miei 157 cm) con il solo potere intimidatorio del mio indice destro, sventolato in maniaera minacciosa sotto i loro (alti) nasi, che mi fa piangere come una fontana ogni volta che lei sale, anche solo per sbaglio, su un palcoscenico.
…
Quindi, fatemi capire, dopo tutti questi sforzi, queste sopportazioni (fisiche e non) dovrei semplicemente accettare che lei vada per la sua strada dopo avermi stravolto l’esistenza?
Non è già difficile lasciar andare cose, momenti e persone che hanno sempre fatto parte della tua vita, fino al secondo immediatamente precedente?
Non credo di essere in grado di accettare il fatto che mia sorella possa crescere: invecchiare, migliorarsi, cambiare.. Non posso accettare l ‘idea, nemmeno un attimo, che possa continuare, e riuscire, a fare tutto questo senza di me.
Come fai a lasciar andare chi è stato il punto fermo, le radici e l’ossigeno di tutta una vita?
Solo l’idea mi mette i brividi.
Cerchiamo, aspettiamo, imploriamo ci caschi davanti il Vero Amore per tutta la vita, per poi vederlo spiccare il volo?
Lei è l’ Amore.
Un amore che mi fa scendere le lacrime mentre scrivo.
Un amore che mi ha incoraggiata a vincere le mie paure, che mi ha spinto a credere nella forza dei miei sogni, che mi fa sentire grande ed invincibile.
Un amore a cui non potrò e mai vorrò rinunciare.
Perché un amore così capita solo una volta nella vita.
Buon compleanno, piccola mia.
