Sipario. Luci. Si Ama.

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Eccoci: un piccolo puntino di luce, buio e follia nel mezzo.
E, Dio, quando ci guardi dentro, prude, brucia e io rinasco.
Quella sensazione, la riconosci?
Abbasso gli occhi e sono su di una torre, alta come una montagna. Sotto il nulla. Attorno la notte.
Mi avvicino al vuoto. La vertigine mi coglie. Mi lascio cadere. Mi perdo. E poi spicco il volo.
Il secondo prima di schiantarmi e quello prima di aprire le ali. Lì sei tu.
E potresti schiacciarmi al suolo, come spingermi in alto per farmi prendere quota.
Hai quella sensazione negli occhi, sei quella sensazione.
Siamo attori, su un palcoscenico, nei nostri personaggi che ci stanno addosso come guanti, ma soli.
Ti rivolgi al pubblico. La battuta perfetta. Il gran finale.
L’attimo in cui finisci di parlare, in cui la tua bocca emette l’ultimo suono e l’attimo in cui la sala è così presa dall’eco delle tue parole nelle loro teste, che non si è ancora resa conto che tu stai tacendo.
E’ il momento di applaudire, o di fischiare.
E tu sei solo.
Pronto a prendere quell’onda in piena faccia, nel silenzio.
E poi il boato.
Quando ti vedo, quando stai per baciarmi, quando ti avvicini, io sono su quel palco.
Vesti i miei panni, resta in silenzio con me, cadi con me.
Quella sensazione, ricordi?
FMS

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